lunedì 26 novembre 2007

Fritz Leiber


Non è certo noto come autore di limerick Fritz Leiber, uno dei maestri riconosciuti della fantascienza, del fantasy e dell'horror. Nato a Chicago nel 1910 ha esordito prima della seconda Guerra Mondiale, e da allora ha affascinato tre o forse quattro generazioni di fan con la sua bella prosa, il suo umorismo e le sue trame avvincenti, a qualsiasi genere decidesse di dedicarsi. Recentemente nella Collezione Urania è stato pubblicato Novilunio, uno dei suoi romanzi più famosi ed avvincenti, vero classico della science fiction epica e corale. Io ovviamente l'ho comprato e con mia sorpresa... c'ho trovato dentro un limerick!

Uno dei personaggi, Richard Hillary, compone infatti un limerick (dedicato ad Edward Lear) ispirato alla vista di una ragazza un po' volgarotta vista sull'autobus... mi sembra quindi giusto riportarlo qui, anche se purtroppo la traduzione ha fatto si che si perdesse la metrica originale...

C'era una Giovane Donna di Devizes
Con i pensieri di due misure:
Molti passavano per una cruna
Altri eran grandi come la Luna;
La Giovane Donna di Devizes.




martedì 20 novembre 2007

Torino


C'è un goffo sedicenne di Torino
che non sa come andar sul motorino.
Così, senza gran fretta,
prese la bicicletta,
finchè un giorno finì sotto a un Fiorino...
quel goffo sedicenne di Torino.

giovedì 8 novembre 2007

Wagneriano...

Grazie a Lillibò che mi manda un simpaticissimo Limerick dalle Marche il blog riprende vita... presto arriveranno anche altri nuovi miei contributi, insieme a quelli di altri lettori. Cominciamo!

Un musicista ad Ascoli Piceno
scrisse per conto suo "L'Oro del Reno".
Gli dissi: "Sei in ritardo.
L'ha scritto già il Riccardo."
Disperato, si uccise col veleno.

domenica 29 luglio 2007

Dedicato a... :)


Una biondina di San Dalmazio,
quando cantava, mamma, che strazio!
E anche chi la voleva incoraggiare
finiva poi per dirle "lascia stare!"
a quella stonatissima bionda di San Dalmazio.

lunedì 16 luglio 2007


Un gentile signore di Aosta
voleva aprire un conto Bancoposta
ma la fila alla cassa
arrivava fino a Massa,
che pazienza, quel signore di Aosta!

giovedì 12 luglio 2007

Gianni Rodari, non solo uno scrittore per bambini

Un sito italiano di limerick non potrebbe essere completo senza una piccola biografia di colui che è stato tra i primi a portare in Italia questa piccola arte: Gianni Rodari, uno dei maggiori scrittori italiani del novecento e, come dico nel titolo, uno scrittore per bambini... ma non solo.

Gianni Rodari nacque il 23 Ottobre 1920 a Omegna sul Lago d’Orta.
Nel 1936, a soli 16 anni, si mise in mostra riuscendo a farsi pubblicare otto racconti sul settimanale cattolico "L'azione giovanile" e ad iniziare una collaborazione con "Luce", diretto da Monsignor Sonzini. A soli 17 anni conseguì il diploma magistrale.
Persona molto sensibile, ebbe da sempre una grande curiosità intellettuale che lo portò a leggere in giovanissima età le opere di Nietzsche, Stirner, Schopenhauer, Lenin, Stalin e Trotzkij. Nel 1939 si iscrisse all’Università Cattolica di Milano, facoltà di lingue, ma la abbandonò dopo pochi esami.
Nel 1940 iniziò ad insegnare in diversi paesi del varesotto e, nel 1941 vinse il concorso per maestro, andando ad insegnare ad Uboldo come supplente.
Dopo la caduta del fascismo Rodari si avvicinò al Partito Comunista, al quale si iscrisse nel 1944.
Dopo la guerra venne chiamato a dirigere il giornale "Ordine Nuovo" e, nel 1947, all’"Unità" a Milano, dove iniziò la carriera di primo cronista, capo cronista e, successivamente, di inviato speciale. Fu mentre lavorava come giornalista che quasi per caso incominciò a scrivere racconti per bambini.
Nel 1950 il Partito lo chiamò a Roma a dirigere il settimanale per bambini, il "Pioniere". Lui prese questo lavoro come una missione, si mise a disposizione e da lì ottenne gran parte della sua fortuna. In quegli anni pubblicò "Il libro delle filastrocche" ed "il Romanzo di Cipollino".
Nel 1953 sposò Maria Teresa Feretti, dalla quale quattro anni dopo ebbe una figlia.
Dal settembre 1956 al novembre 1958 tornò a lavorare all'"Unità": fece l'inviato e poi il responsabile della pagina culturale ed, infine, il capocronista. In questi anni tenne una rubrica di gran successo sul quotidiano: "il libro dei perchè", che cambiò nome successivamente in "la posta dei perchè". Il meglio di questa rubrica venne poi trasposto in un libro dopo la sua morte, nel 1984.
Il 1° dicembre 1958 si trasferì al "Paese sera" dove oltre a lavorare come giornalista politico non partitico, ebbe l'occasione di continuare a scrivere per l'infanzia.
Nel 1960 pubblicò alcuni scritti per Einaudi e la sua fama si diffuse in tutta Italia. Il primo libro che uscì con la nuova casa editrice fu "Filastrocca in cielo ed in terra" del 1959.
Lasciato "Paese sera", nel 1970 vinse il "Premio Andersen", il più importante concorso internazionale per la letteratura dell’infanzia.
Nel 1970 ricominciò a pubblicare per Einaudi ed Editori Riuniti.
Al ritorno da un viaggio in Urss nel 1979 cominciò ad soffrire dei primi disturbi circolatori che lo portarono alla morte dopo un intervento chirurgico nel 1980.

Ancora oggi milioni di bambini, non solo in Italia, crescono con le sue storie, le sue filastrocche, le sue "favole al telefono" e... i suoi limerick. A testimonianza della sua fortuna andrebbero citate le centinaia di parchi, circoli, biblioteche, ludoteche, strade, e scuole materne ed elementari intitolate a Gianni Rodari in tutta Italia, il Corodari di Bologna e la consulta per l'infanzia dei Democratici di Sinistra, intitolata anch'essa a suo nome.

Un paio di limerick di Rodari, tratti dalla sua ampia bibliografia:

Una volta un dottore di Ferrara
Voleva levare le tonsille a una zanzara.
L'insetto si rivoltò
E il naso puncicò
A quel tonsillifico dottore di Ferrara

da G. Rodari, Parole per giocare (grammatica della fantasia)

Un cuoco furbo

Un abile cuoco di nome Dionigi
Andava a comprare le uva a Parigi,
così invece di semplici frittate
faceva "omelettes"molto raffinate
quel furbo cuoco chiamato Dionigi.

Da filastrocche in cielo e in terra

Di Gianni Rodari (Emme Edizioni)

E per completezza aggiungo una poesia, che non sarà un limerick ma resta una delle mie preferite... uno dei tanti piccoli tocchi di genio che potrete leggere tra le pagine di quel mago di Rodari :)

Il povero ane


Se andrete a Firenze
vedrete certamente
quel povero ane
di cui parla la gente.

È un cane senza testa,
povera bestia.
Davvero non si sa
ad abbaiare come fa.

La testa, si dice,
gliel'hanno mangiata...
(La " c " per i fiorentini
è pietanza prelibata).

Ma lui non si lamenta,
è un caro cucciolone,
scodinzola e fa festa
a tutte le persone.

Come mangia? Signori,
non stiamo ad indagare:
ci sono tante maniere
di tirare a campare.

Vivere senza testa
non è il peggio dei guai:
tanta gente ce l'ha
ma non l'adopera mai.

martedì 3 luglio 2007

C'è uno scavezzacollo di Ravenna
che con la moto appena parte impenna
ma la spiegazione è nota a tutti quanti,
gli hanno fregato la ruota davanti
a quel povero motociclista di Ravenna.